.
Annunci online

  Xanadu Italian nightmare
 
Diario
 



16 maggio 2006

Italiopoli

Nausea, vomito, ribollire del sangue, schifo, ribrezzo.
Sono le espressioni che meglio descrivono i miei sentimenti di questi giorni terribili.
Assistiamo quasi inermi alla disfatta totale, alla cancellazione e negazione di qualunque istanza di senso e di dignità.
Come delle verginelle, personaggi immondi, loschi figuri, vorrebbero farci credere che non sapevano, che non si erano accorti, non immaginavano.
Se fosse vero, ciò dimostra solo quanto siano inetti e coglioni. Non c’è da chiedere condanne penali per gente simile. Basterebbe radiarli per sempre da qualunque carica o incarico, pubblico o privato, da qualunque ruolo di responsabilità che non rientri nella cura della propria persona fisica, del proprio corpo.
Di chi parlo?
Ma delle vergini del calcio, ovviamente, e dei loro simili. Di tutti quelli che oggi gridano allo scandalo.
Se fossimo stati un paese serio, avremmo visto gli stadi deserti domenica scorsa, le tv spente, i giornali invenduti nelle edicole, le radio silenti.
E invece, il contrario. Grosse tirature di quotidiani, share da primato per le trasmissioni che trattano l’argomento. Ed il coro degli imbecilli farsi sempre più ampio e numeroso.
Insomma, ci sono tutti i presupposti perché tutto finisca come sempre, a tarallucci e vino, all’italiana. Mi vergogno di essere italiano.
Come al solito, all’italiana, per nascondere il marcio che avanza e prospera si cercano ora capri espiatori, la caccia alle streghe è cominciata (cioè, non è mai finita…).
Sia chiaro, nessuna pietà per le streghe di turno. Come hanno goduto di fama immeritata fino ad oggi, così potranno tranquillamente godere di una forse immeritata gogna mediatica. Non fanno certo pena. Hanno rubato talmente tanti soldi per anni che potranno ricorrere a tutte le più opportune cure del caso, dagli avvocati agli analisti e psichiatri.
Ma non sono soltanto loro i colpevoli. E tantomeno sono soltanto loro quelli da radiare dalla storia d’Italia. Ed anzi, per una strana ironia della sorte, toccherà proprio a loro, come in altri casi, raccontare ciò che più si avvicina alla verità. Saranno, di certo, quelli più sinceri, quelli da cui attendersi qualche ravvedimento (avete presente Sergio Cusani?)
Ed hanno già cominciato a dire come stanno effettivamente le cose. L’ha già detto Moggi. Quale sistema Moggi. Sistema punto e basta. In cui Moggi, tra i tanti, faceva la sua parte. E che sia o sia stata una parte da leone, è un fatto contingente e marginale, frutto della normale dinamica di quel mondo e dei giochi e delle vicende alterne delle forze in campo.
Lui, Luciano, dovendo difendersi, ha usato un’improprietà linguistica, dicendo che lottava contro i poteri forti. Se avesse voluto essere corretto fino in fondo doveva dire che si trattava di una lotta, della normale lotta, TRA poteri forti, di cui lui era uno. Sottigliezze terminologiche. La verità traspare nella sua purezza.
Sotto sistema Moggi, quindi, tutt’al più. Nell’ambito di un sistema corrotto, lui, Moggi, aveva le sue regole, i suoi metodi, i suoi contatti, le sue protezioni, le sue strategie. A ciascuno il suo.
Il calcio è corrotto, quindi. E la caccia alle streghe continua. Ora la strega è il calcio, nel suo complesso.
E mentre il Paese è nel pieno di una crisi economica che sempre più, come spesso viene evidenziato anche sulla stampa internazionale, ci avvicina all’Argentina ed al suo triste destino, ora, stai a vedere, risolveremo tutto risanando il calcio, mettendo i buoni da una parte ed i cattivi dall’altra.
L’ipocrisia regna sovrana, anche nelle parole dei più puri. Gianni Rivera, ad esempio, dice che il calcio è un albero il cui tronco è sano ed è uscito fuori un ramo malato. Basta tagliarlo, ed il gioco è fatto. Forse, all’origine è andata così. Ma oggi è il tronco ad essere malato, ed è aperta la sfida a trovare qualche ramo ancora sano.
Scommetterei tutti i miei averi, poi, che se intercettassero le conversazioni tra i direttori di quotidiani, di testate televisive, o tra i manager di molte aziende ed associazioni italiane, pubbliche e private, laiche e religiose, del settore dei media, della telefonia, delle comunicazioni, i toni, i contenuti, i modi, i meccanismi, le articolazioni, la logica di base che ne emergerebbero sarebbero esattamente gli stessi. E’ l’Italia, signori miei. E’ l’Italia che funziona così, non il calcio o questo o quel settore. La crisi è pandemica.
E lo dimostrano, più di tutto, il corporativismo, l’ipocrisia e l’omertà che regnano sovrane.
Infine, per dirla tutta e riassumendo, non penso affatto che gli scandali a raffica di questi giorni siano casuali. Non dimenticate che siamo in campagna elettorale, che tra qualche giorno si vota, sia per le elezioni amministrative, che per il referendum sulle modifiche costituzionali. Ma l’Italia parla di pallone!! Cui prodest?? Secondo me, il diavolo ci sta mettendo lo zampone!!

Xanadu




permalink | inviato da il 16/5/2006 alle 16:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


16 maggio 2006

Codice da Vinci

Ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori circa la posizione della Chiesa nei confronti dell'opera di Dan Brown, e molti si interrogano sul perché di tanto clamore.
Le posizioni sono state e sono le più diverse. Da quella classica e propria della Chiesa, cioé la censura violenta, al semplice boicottaggio del film da parte dei fedeli. Un'altra idea, rimbalzata qua e la in questi giorni, voleva e vorrebbe che il film, di imminente uscita nelle sale cinematografiche di mezzo mondo, sia preceduto da uno spot contro se stesso, un disclaimer che avverta gli spettatori che quanto narrato è frutto di immaginazione, non corrisponde al vero.
Ci sarebbe allora da chiedere che lo stesso avviso precedesse la Bibbia ed i Vangeli, che quanto ad immaginazione e distanza dalle verità storiche rimangono ancora insuperati. E' davvero clamoroso che siano proprio gli artefici della più grande menzogna della storia dell'umanità (la storia di Cristo, mai esistito, almeno come ce lo hanno raccontato i cristiani) a battersi ora per sottolineare che non tutto è vero, che quella storia del saggista statunitense è frutto di immaginazione, di pura fantasia.
Il saggista americano ha colto invece nel segno, adottando la stessa tecnica narrativa elaborata dai cristiani. Mischiare menzogna e verità, per rendere una storia credibile. E' per questo che i difensori della fede si indignano tanto, davanti ad un libro e ad un film. Sono stati spossessati della loro tecnica, sconfitti con le loro stesse armi. E che siano armi vincenti sono loro stessi ad averlo dimostrato inconfutabilmente. La Bibbia ed i Vangeli rimangono dei veri capolavori in tal senso. Certo, per scriverli hanno impeganto secoli, raggiungendo la perfezione quasi assoluta. La menzogna è diventata un'arte raffinatissima nella casa di Cristo...
Questo spiega perché i cattolici se la prendano tanto con un film ed un romanzo che non hanno pretese di attinenza a fatti storici né rappresentano critiche ragionate e fondate alle menzogne narrate nei testi fondanti della loro religione. Sono semplicemente opere letterarie, cinematografiche, fiction, proprio come i fatti narrati nella Bibbia e nei Vangeli.
Chi invece prova a ragionare su quei fatti, a verificarne cum grano salis la storicità, la corrispondenza e la sintonia rispetto a fonti storiche, viene ignorato. Esemplare al riguardo è la posizione della Chiesa rispetto all'opera di Luigi Cascioli, "La favola di Cristo. Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù", che lascia ben poco spazio a fantasia ed immaginazione ma è attaccata alla verità come un mitile ad uno scoglio.
 Non è sulla verità che si fondano l'origine e la storia della Chiesa, non è quindi dalla verità che possono giungere minacce a quella istituzione. Ma dalla fiction, che combatte la Chiesa con le medesime armi che questa ha usato per affermarsi.
Non da Cascioli, quindi, ritiene di doversi difendere pubblicamente la Chiesa, non da un'opera che mira alla verità, ma da un romanzo che si legge in una giornata e da un filmetto da guardare per passare due ore di svago. Questo è il loro livello...

Per chi volesse approfondire: http://www.luigicascioli.it

Xanadu




permalink | inviato da il 16/5/2006 alle 11:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


15 maggio 2006

I furbetti del palloncino ed i loro coglioni

Sinceramente, non mi scandalizzo affatto per quanto sta avvenendo nel mondo del calcio. Per me tutto questo era ed è scontato, assolutamente, logicamente, in linea e conseguenziale rispetto a quanto vedo accadere tutti i giorni, da un paio di decenni almeno, in quell'ambiente. Sinceramentre, non capisco perché tanti gridano allo scandalo? Parafrasando Silvio, non posso credere che ci siano tanti coglioni che non lo sapevano o non lo sospettavano.
Non ho alcuna simpatia per i furbetti, di tutte le specie e di tutte le appartenenze, e non devo certo spendere parole per difendere i corrotti/corruttori di turno, da Moggi a tutti gli altri. Ma non pensiate che siano gli unici. E non pensiate che saranno le inchieste giudiziarie a ridare smalto, vigore e valore sportivo autentico al mondo del calcio italiano (all'estero, se tanto mi da tanto, non sarà tanto diverso; sono semplicemente un po' più seri e c'è ancora qualcuno che conosce il sentimento della vergogna, che nell'Italietta post-democristiana, cattolica e berlusconiana è sparito da tempo).
Voglio dire che sicuramente, morto un Moggi (in senso puramente metaforico) se ne farà un altro, anzi, più correttamente, dovremmo dire che scoperto un Moggi, gli altri continueranno e prolifereranno.
E' il sistema nel suo complesso che ha nel proprio dna il germe della corruzione, dell'ipocrisia, della criminalità. E quello che scopriamo oggi non è che uno degli aspetti marginali del marcio che c'è, forse il più innocuo, riguardando alla fine soltanto l'esito del campionato o di qualche altra competizione sportiva: pallonate, in sostanza.
E probabilmente tutto ciò viene pompato dai mass media (che, nel loro complesso, versano nelle medesime condizioni di marciume imperante che oggi attribuiamo al calcio), proprio affinché i coglioni d'Italia (che sono davvero tanti, caro Silvio...) continuino a parlare di pallonate e non si interroghino, ad esempio, sui fiumi di denaro della criminalità mafiosa che attraverso il calcio vengono riciclati ed immessi nel mercato legale, drogandolo. Quelle non sono pallonate, sono montagne di soldi, profitti degli illeciti delle peggiori specie (dal traffico di droga, armi e schiavi, alle frodi, truffe ed evasioni fiscali in tutte le salse).
E non ci vuole la magistratura per capirlo.
Quando un calciatore (soggetto normalmente caratterizzato da tanti muscoli e poco cervello) viene quotato decine, persino centinaia di milioni di euro, quando a delle perfette nullità intellettuali, abili solo a dare calci ad un pallone, viene dato tanto spazio e tanta libertà di parola fino ad occupare costantemente e totalmente i media, quando dei figuri la cui esistenza è un insulto alla storia del giornalismo vengono spinti a calcioni nelle trasmissioni televisive e radiofoniche, nei quotidiani, nella produzione letteraria, quando delle sgallettate siliconate fino al cervello (che così almeno acquisisce un valore commerciale, quello del silicone che lo riempie) vengono riservate pagine di copertine a go-go, fiumi di inchiostro, petabyte di dati, quando avviene tutto questo, non ci vuole molto a capire come sia possibile, quali sono i meccanismi che alimentano quel sistema e gli altri ad esso simili.
Eppure, detto ciò, non posso che esprimere la mia totale ed incondizionata ammirazione per i vari Moggi e colleghi, per le nullità intellettuali tutto muscoli e niente cervello, per le sgallettate siliconate. E già, perché loro, semplicemente e legittimamente, approfittano della situazione, applicano una regola evolutiva fondamentale che è quella dell'adattamento all'ambiente. E l'ambiente è fatto di tanti coglioni che li stanno a guardare e ad ascoltare anche quando smettono di tirar calci ad un pallone.
Per evitare tutto questo, non ci vuole la magistratura. Da sola non ce la farà mai.
Anni fa, Guccini disse in una sua celebre canzone che 'a canzoni non si fan rivoluzioni'. Figuriamoci a pallonate!
Basterebbe che le partite finissero davvero al 90°... Ma poi, tutti quei coglioni, che farebbero? Rischierebbero di dover pensare, e magari poi di abituarsi a farlo, e questo è pericoloso... molto pericoloso.

Xanadu




permalink | inviato da il 15/5/2006 alle 12:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

sfoglia           
 

 rubriche

Diario
Attualità

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Oh, Cristo!
Axteismo

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom